Evolutioners' world Barbara Ceratto Human Capital Senior Consultant

Evolutioners’ wor(l)d: Barbara Ceratto, Human Capital Senior Consultant

Evolutioners' world Barbara Ceratto Human Capital Senior Consultant

Tran­si­zio­ne tec­no­lo­gi­ca, fles­si­bi­li­tà, soste­ni­bi­li­tà, enga­ge­ment: le impre­se si tro­va­no oggi a dover affron­ta­re mol­te sfi­de e sono chia­ma­te a rispon­de­re effi­ca­ce­men­te per miglio­ra­re i pro­pri pro­ces­si di attrac­tion, recruit­ment, onboar­ding e reten­tion e riscri­ve­re l’experience di can­di­da­ti e col­la­bo­ra­to­ri ren­den­do­la più inno­va­ti­va e coin­vol­gen­te. Ne abbia­mo par­la­to con Bar­ba­ra Cerat­to, Human Capi­tal Senior Consultant.

Quali saranno, sul fronte HR, le sfide che le imprese dovranno affrontare nei prossimi anni?

Dagli incon­tri con le impre­se è emer­sa la con­sa­pe­vo­lez­za di diver­se sfi­de: del resto, i dati dell’ultimo Osser­va­to­rio HR Zuc­chet­ti ci dico­no che il 48% degli HR Lea­der inter­vi­sta­ti cre­de che gli ulti­mi due anni li abbia­no por­ta­ti a ripen­sa­re loro ruo­lo, e per il 70% di loro si trat­ta di un cam­bia­men­to definitivo.

In pri­mo luo­go, lo è per via del gran­de impat­to del­la tran­si­zio­ne tec­no­lo­gi­ca, una sfi­da e un’opportunità al tem­po stes­so. Tut­ti i pro­ces­si HR oggi inclu­do­no il digi­ta­le, dal­le fasi di attrac­tion e recruit­ment, all’onboarding, al per­for­man­ce mana­ge­ment e alla for­ma­zio­ne. Le piat­ta­for­me si fan­no sem­pre più inte­rat­ti­ve ed immer­si­ve, basti pen­sa­re alla real­tà aumen­ta­ta che cam­bia total­men­te il modo in cui si ten­go­no le riu­nio­ni a distan­za. Per que­sto è impor­tan­te pro­get­ta­re per­cor­si blen­ded sem­pre più inno­va­ti­vi ed attrat­ti­vi, capa­ci di uni­re i dati e lo sto­ry­tel­ling, per ingag­gia­re le per­so­ne e man­te­ne­re alta la loro moti­va­zio­ne. A tal fine gli HR Ana­ly­tics sono di gran­de aiu­to, fon­da­men­ta­li per costrui­re e ren­de­re coe­ren­ti l’Employer Value Pro­po­si­tion e l’experience di can­di­da­ti e collaboratori.

Stret­ta­men­te con­nes­sa alla digi­ta­liz­za­zio­ne è la richie­sta di quel­la che potrem­mo defi­ni­re una “iper fles­si­bi­li­tà lavo­ra­ti­va”: lo smart­wor­king adot­ta­to fino ad oggi da mol­te impre­se, che si con­fi­gu­ra più come remo­te wor­king, non basta più. Le per­so­ne chie­do­no di poter deci­de­re non solo da dove lavo­ra­re ma anche quan­do far­lo, per con­ci­lia­re al meglio la vita lavo­ra­ti­va e quel­la pri­va­ta, e si aspet­ta­no di esse­re valu­ta­te in ter­mi­ni di obiet­ti­vi per­se­gui­ti e non di tem­po impie­ga­to per rag­giun­ger­li. Que­sta fles­si­bi­li­tà però non deve por­ta­re a per­de­re il con­tat­to uma­no: il benes­se­re del lavo­ra­to­re è sem­pre più deter­mi­nan­te per incre­men­ta­re la pro­dut­ti­vi­tà, la reten­tion e l’attraction. Le per­so­ne, nel loro ambien­te di lavo­ro, cer­ca­no rela­zio­ni posi­ti­ve e costrut­ti­ve e man­sio­ni sfi­dan­ti e moti­van­ti. Le ana­li­si del cli­ma azien­da­le per valu­ta­re il sen­ti­ment dei col­la­bo­ra­to­ri, nel pros­si­mo futu­ro, si faran­no più con­ti­nua­ti­ve e diven­te­ran­no sem­pre più stra­te­gi­ci siste­mi di feed­back con­ti­nuo, maga­ri inte­gra­ti con siste­mi di intel­li­gen­za arti­fi­cia­le che aiu­ti­no ad ana­liz­za­re una così gran­de mole di dati.

Un altro aspet­to a cui i can­di­da­ti, soprat­tut­to i gio­va­ni, sono sem­pre più atten­ti è la soste­ni­bi­li­tà: chie­do­no infat­ti alle impre­se di crea­re ambien­ti e moda­li­tà lavo­ra­ti­ve sem­pre più atten­te al pia­ne­ta e alla natu­ra che ci cir­con­da. La soste­ni­bi­li­tà non deve esse­re solo uno slo­gan, ma per­mea­re ogni aspet­to dell’organizzazione: pro­dot­ti e ser­vi­zi, cer­to, ma anche pro­ces­si pro­dut­ti­vi, logi­sti­ca, tec­no­lo­gie adot­ta­te, in un’attenzione a 360 gra­di. Il con­cet­to di “svi­lup­po soste­ni­bi­le”, cioè la volon­tà di sod­di­sfa­re i biso­gni pre­sen­ti sen­za però com­pro­met­te­re l’ambiente che lascia­mo alle gene­ra­zio­ni futu­re, per mol­ti è una com­po­nen­te fon­da­men­ta­le da ricer­ca­re nel pur­po­se del­le azien­de con cui si inter­fac­cia­no, che le impre­se devo­no saper comu­ni­ca­re nel modo migliore.

Infi­ne, un’altra sfi­da per le impre­se e per i pro­fes­sio­ni­sti HR sarà quel­la di valo­riz­za­re il talen­to in tut­te le sue sfac­cet­ta­tu­re. Sem­pre più azien­de infat­ti affer­ma­no di non riu­sci­re a tro­va­re le per­so­ne adat­te a rico­pri­re i ruo­li che stan­no ricer­can­do, è in atto una “guer­ra dei talen­ti” in cui l’attraction è lega­ta a fat­to­ri diver­si rispet­to al pas­sa­to, e tra essi ci sono le pro­spet­ti­ve di for­ma­zio­ne e di cre­sci­ta. Per le per­so­ne, vede­re rico­no­sciu­to e valo­riz­za­to il pro­prio talen­to con­tri­bui­sce a raf­for­za­re il coin­vol­gi­men­to e il sen­so di appar­te­nen­za all’organizzazione. Per le impre­se, sco­pri­re e poten­zia­re i talen­ti è un’importante leva per favo­ri­re l’innovazione e la con­ta­mi­na­zio­ne. Più che quel­lo eco­no­mi­co, potrem­mo dire che il “capi­ta­le” più impor­tan­te per le impre­se sia sem­pre più quel­lo umano.

Human Capital Senior Consultant: qual è il tuo mandato in Glasford? Cosa significa per te?

Esse­re Human Capi­tal Senior Con­sul­tant per me signi­fi­ca sup­por­ta­re le impre­se, di qual­sia­si dimen­sio­ne esse sia­no e a qual­sia­si mer­ca­to appar­ten­ga­no, instau­ran­do con ognu­na di esse un dia­lo­go costrut­ti­vo e un rap­por­to di fidu­cia reci­pro­ca che pos­sa aiu­tar­mi a costrui­re la stra­te­gia miglio­re per sod­di­sfa­re i suoi bisogni.

L’obiettivo è raf­for­za­re il lega­me tra l’impresa e le sue per­so­ne. Per que­sto, le affian­co nel­la costru­zio­ne e nel con­ti­nuo miglio­ra­men­to del­le atti­vi­tà di attrac­tion, onboar­ding e reten­tion, rea­liz­zan­do con loro per­cor­si inno­va­ti­vi ed auten­ti­ci che valo­riz­zi­no l’Employer Value Pro­po­si­tion e tra­smet­ta­no la per­so­na­li­tà e i valo­ri azien­da­li. La can­di­da­te expe­rien­ce è fon­da­men­ta­le: a que­sto rispon­do­no espe­rien­ze come Hac­ka­thon, Talent Day e Skill-games, che pos­sa­no stu­pi­re e ingag­gia­re i can­di­da­ti e al con­tem­po far emer­ge­re la loro per­so­na­li­tà e le loro skills.

Ognu­na di que­ste solu­zio­ni deve esse­re in linea con una richie­sta che vie­ne fat­ta a gran voce dai can­di­da­ti: sem­pre più spes­so, infat­ti, cer­ca­no un’attenzione al mon­do che ci cir­con­da che non si limi­ti al mer­ca­to e al busi­ness, ma che sia in siner­gia con il capi­ta­le uma­no. Sen­za di esso nes­su­na azien­da può esse­re vin­cen­te, per­ché la vera for­za dell’impresa sono le sue per­so­ne: non dob­bia­mo mai dimen­ti­ca­re che il pas­sa­pa­ro­la, posi­ti­vo o nega­ti­vo che sia, è l’arma più poten­te e può cam­bia­re total­men­te la repu­ta­zio­ne dell’impresa.

Perché hai abbracciato il progetto Glasford?

Dopo anni di espe­rien­za nel cam­po del­la con­su­len­za Human Capi­tal ho accre­sciu­to la mia con­vin­zio­ne che, per supe­ra­re ogni sfi­da, sia­no neces­sa­ri siner­gia e rispet­to reci­pro­co. Per que­sto un’azienda come Glasford, che ha nel cuo­re e nel DNA la volon­tà di sup­por­ta­re le pro­prie impre­se part­ner nel­la rea­liz­za­zio­ne dei loro obiet­ti­vi stra­te­gi­ci, è ciò che cer­ca­vo. Si com­pie il per­cor­so insie­me e si vin­ce insie­me: è que­sta l’essenza del “To be evo­lu­tio­ners” di Glasford e del­la nostra volon­tà di far­ci pro­mo­to­ri di un cir­co­lo vir­tuo­so tra per­so­ne e impre­se, per accom­pa­gna­re entram­bi ver­so l’evoluzione.

Infi­ne, un altro aspet­to che ho subi­to sen­ti­to affi­ne a me – con­se­guen­za natu­ra­le di que­sta volon­tà – è il fat­to che, in Glasford, le dif­fi­col­tà non sono un moti­vo per fer­mar­si ma, anzi, sono un’oppor­tu­ni­tà per con­ti­nua­re ad esplo­ra­re e a crea­re con­nes­sio­ni, che ci por­ta­no a pro­por­re solu­zio­ni sem­pre più inno­va­ti­ve. Ogni pro­get­to vie­ne affron­ta­to con il mas­si­mo coin­vol­gi­men­to pos­si­bi­le, lo stes­so con cui da sem­pre affron­to il mio lavo­ro, cer­can­do di dare il mas­si­mo. Da appas­sio­na­ta di yoga e di filo­so­fia zen, infat­ti, non pos­so non far mia una fra­se del filo­so­fo Alan W. Watts: “Vedi, que­sto è il vero segre­to del­la vita: esse­re com­ple­ta­men­te coin­vol­to con quel­lo che stai facen­do nel qui e ora.”

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